ECCLESIA FLORENTINORUM

Analysis and digital reconstruction of Raphael’s project
for San Giovanni dei Fiorentini

MASTER DEGREE THESIS / TESI DI LAUREA MAGISTRALE
Università IUAV di Venezia

vote/votazione: ‘110/110 con lode e dignità di stampa’
mentors/relatori: Manuela Morresi, Alberto Sdegno

SGF MONACO small-web

 

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My passion for the classical architecture and my interest in the new possibilities of design systems led me to conceive this thesis in which historical research, “the ancient”, and digital design, “the new”, they come united in a mix of unthought results, as desired by the name of the master degree.
The historical context considered is Rome in the sixteenth century, in particular, the years ranging from 1508 to 1520, under the pontificates of Julius II and Leo X. In this time, the power politics of the Apostolic See touched its summit, cultural and artistic tools to support this policy reach an articulation and amplitude never equalled in the future. Raphael exercised in those years a leading role in the Roman artistic culture, especially after the death of Bramante in 1514. Despite this, Raphael’s architecture is a source of surprise for non-specialists, and only recently historians have dedicated to his architectural work the importance reserved before only to the major protagonists of the Renaissance, probably because of his premature death and few of his projects have been completed, most of his projects have remained unfinished or on paper. But the architectural program of Raphael, for its importance and the importance of its clients, greatly affected the contemporaries. Not surprisingly, his work is the only one to be surveyed by Palladio in addition to Roman antiquities and the buildings of Bramante, recognizing the thread of continuity with the latter. But the attenuation of the figure of Raphael is obvious because of the new realizations that are built concretely in the following decades. The object of this thesis is one of his unrealized works, the project for the 1518 competition organized by Leone X for the construction of the church of San Giovanni dei Fiorentini, this competition became a melting pot of ideas and experiences among the different masters who they participated. Of Raphael’s project, until recently considered lost, there remains only a drawing, almost unanimously attributed to the master from Urbino, but later credibly attributed to the young pupil of Raphael’s, Giulio Romano, delegated in a leading role in the workshop for the works of architecture. But even in the uncertain assumption that is not attributable to Raphael or to a direct apprentice, it would be even more charged with meanings, because his Raphaelism would testify the penetration of the teacher’s difficult lesson. In this thesis, the attribution presented by Tafuri to Raffaello, assisted by the young Giulio Romano, is considered valid.

The goal of this thesis is to understand and retrace the genesis of the project, assimilating the logic of the designer, in such a way to solve the many gaps that are faced in the reconstruction of an unrealized project that has not arrived in its descriptive completeness. The set of digital tools used make it possible to develop the project from the two dimensions drawing to a virtual three-dimensional model that represents it adequately. Virtual modelling allows not only to make realistic images and prototypes but to carry out a verification of the original project, highlighting problems never explored.

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La mia passione per l’architettura classica e l’interesse per le nuove possibilità dei nuovi sistemi di disegno mi hanno portato a concepire questa tesi in cui la ricerca storica, “l’antico”, e il disegno digitale, “il nuovo” si uniscono in una commistione dai risultati inediti, auspicata anche dal titolo del corso di laurea.
Il contesto storico preso in considerazione è la Roma del Cinquecento, in particolare gli anni che vanno dal 1508 al 1520, sotto i pontificati di Giulio II e Leone X. In questo arco di tempo la politica di potenza della Sede Apostolica tocca il proprio vertice, gli strumenti culturali e artistici a sostegno di tale politica raggiungono un’articolazione e ampiezza mai più eguagliati in futuro. Raffaello esercita in questi anni una funzione guida nella cultura artistica romana, soprattutto dopo la morte di Bramante nel 1514. Nonostante ciò, l’architettura di Raffaello costituisce un motivo di sorpresa per i non specialisti, e solo di recente gli studiosi dedicano alla sua opera architettonica rilievo riservato prima ai maggiori protagonisti del rinascimento. Probabilmente perché la sua opera è assai ridotta a causa della sua prematura scomparsa, interrompendosi al principio, e la maggior parte dei suoi progetti sono rimasti incompiuti o sulla carta. Ma il programma architettonico di Raffaello, per la sua importanza e quella dei suoi committenti, colpì notevolmente i contemporanei, non a caso le sue opere sono le uniche a essere rilevate da Palladio oltre alle antichità romane e a quelle di Bramante, riconoscendo il filo di continuità con quest’ultimo. Ma l’attenuazione della figura di Raffaello è scontata a causa delle nuove realizzazioni che si edificano concretamente nei decenni successivi. L’oggetto della presente tesi è proprio uno dei suoi lavori irrealizzati, il progetto per il concorso del 1518 indetto da Leone X per la costruzione della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, tale competizione divenne un crogiolo di idee ed esperienze tra i diversi maestri che vi parteciparono. Del progetto raffaellesco, fino a poco tempo fa ritenuto perduto, ci permane solamente un disegno, quasi unanimemente attribuito al maestro urbinate, poi in seguito attribuito al giovane allievo Giulio Romano, allora delegato da Raffaello in un ruolo guida nella bottega nei lavori d’architettura. Ma anche nell’incerta ipotesi che non sia attribuibile a Raffaello o ad un diretto allievo, sarebbe ancora più carico di significati, il suo raffaellismo testimonierebbe la penetrazione della difficile lezione del maestro. Nella presente tesi si considera valida l’attribuzione presentata da Tafuri a Raffaello coadiuvato dal giovane Giulio Romano.
L’obiettivo è quello di comprendere e ripercorrere la genesi del progetto, assimilando la logica del progettista, in modo tale di risolvere le numerose lacune che si affrontano nella ricostruzione di un progetto irrealizzato non giunto nella sua completezza descrittiva. L’insieme dei strumenti digitali utilizzati consentono di sviluppare il progetto dalle due dimensioni ad un modello tridimensionale virtuale che lo rappresenti adeguatamente. La modellazione virtuale consente, non solo di effettuare immagini realistiche e prototipazioni, ma di effettuare una verifica del progetto originario, mettendo in luce problematiche mai esplorate.

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BOARDS (90×90 cm)

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3D PRINTED MODEL (1:150):

RENDERS – VR – AUGMENTED REALITY – VIDEO TOUR:

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4 risposte a "ECCLESIA FLORENTINORUM"

  1. Complimenti. Lavoro meraviglioso. Ho apprezzato molto anche il fotomontaggio nel quadro di Van Wittel. In bocca al lupo per la prossima ricostruzione. Cordiali saluti. Fabio Colonnese

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    1. Grazie per gli apprezzamenti, mi fa moltissimo piacere. In effetti è il lavoro più stimolante che abbia mai fatto. C’è dietro anche un lungo studio di Raffaello ma anche diretto sul documento originale. Al momento non ho in previsione altre ricostruzioni, poiché lavoro come architetto e interessa a pochi la storia, ma spero di farlo molto presto!
      Grazie ancora e resto sempre disponibile. Cordiali saluti,
      Luca

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  2. Carissimo Luca, avrei davvero piacere qualora fosse possibile esporre la tua tavole della tua tesi al Museo d’Arte Sacra di. San Giovanni dei Fiorentini. Qualora. lo ritenessi possibile, resto a tua disposizione. Simone Ferrari, Curatore del Museo.
    *complimenti per il. progetto dei Fori Imperiali, anche in questo caso mi piacerebbe. metterti in. contatto con Marco Ravaglioli per poter fare una conferenza nell’ambito di Per Roma e dell’osservatorio parlamentare per Roma Capitale.

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    1. Buongiorno,
      grazie per avermi scritto, le ho scritto la stessa risposta alla sua mail. Avrei molto piacere a condividere il mio lavoro, ancor di più se esposte al museo. Le tavole sono ancora in ottimo stato; come forse ha visto sono presenti altri supporti, tra cui un modello stampato 3D.
      Sono disposto a portarle il materiale, o anche incontrarci per un sopralluogo quando vuole, ma con almeno una o due settimane di preavviso per organizzare il mio spostamento, poichè abito a Bergamo.
      Il mio contatto è luca.guerini@hotmail.it, resto in attesa di una sua risposta.
      Grazie ancora e cordiali saluti,
      Luca Guerini

      PS: riaguardo al progetto dei Fori Imperiali può libramente condividere il mio contatto ed eventualmente farmi sapere.

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